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primo volo

MODELLI ABm > F4-Orca > F4-Orca 2.9




Il racconto del primo volo dell' F4-'Orca' 2.9m (02/02/2015)

Il pendio:
quota 1000m
vento assente o max 5m/sec direzione favorevole
condizioni scarse, temperatura massima 5 gradi.
Modello quasi finito con 6 su 8 condizioni di volo programmate e niente telemetria.

Take-off:

Pronto per il lancio, condizione di volo take-off, flap attivi in questa condizione a circa 50 gradi,
aspetto uno sbuffo di vento, e penso ai 118gr/dm2 circa di carico,
penso che ho solo 30 cm forse di dislivello su un pendio di 30 gradi, grazie ad un avvallamento,
penso che l'assetto sarà impossibile che non vada trimmato e che questo fatto renda particolarmente pericoloso il primo lancio, anche perchè il mio cabra e' a dx e i
primi momenti il modello si deve arrangiare....
Poi faccio caso che questo è l'unico F4-Orca finito esistente sul pianeta ma il vento aumenta..
5 forse 7 passi di vera corsa una bella sbracciata con l'inclinazione giusta e il modello s'invola,(ad oggi non ho mai usato il motore al lancio)
perde quota fino a che non tocco il cabra, conseguentemente punta troppo in alto, lo riprendo tutto ok.
No, comandi troppo sensibili, di tutte le fasi che ho posso usare solo la Termik anche perchè fin
da subito devo combattere per stare su. Intanto non scende ne sale, ottimo, ne approfitto subito per vedere il comportamento.

Stabile o instabile, il giusto compromesso:
Nonostante il centraggio di sicurezza leggermente picchiato
finalmente un modello che oppone poca resistenza ai cambiamenti di rotta, davvero molto acrobatico,molto di piu' sia dei miei Fox e Swift, con ridotto rapporto volumetrico di coda in pratica un modello meno stabile, che perde quindi meno energia ogni volta che si agisce sui comandi. Mi riferisco all'asse longitudinale ma anche quello trasversale.
Questo non significa che sia difficile o che si debba
continuamente correggere, si comporta come un Extra ala media, dove lo metti sta
con i limiti dell'aliante ovviamente. Ho provato anche un traversone lasciandolo andare
senza toccare gli stick, neanche una piega.Perfetto? Si, perfettamente acro.
E'ora di finirla di pensare al principiante e al modello che
deve correggere gli errori, non deve pero' stressare, L' Orca è molto veloce nei cambiamenti sugli assi e le correzioni lo sono altrettanto.

Direzionale:
Il comando direzionale mi sembra migliore, meno reattivo come sensibilità di quello dello Swift che da sempre lo è troppo, ma molto di piu' di quello di un Fox, che è all'opposto, appunto il giusto moderno compromesso anche aerodinamico. Attendo comunque di provarlo in acro con molta escursione.




Virata:
Da subito volevo provare il comportamento in virata, perchè dovete
sapere che l'ala del piccolo (il 3.45 non ha problemi) e' stata modificata rispetto all' originale, per non scendere troppo di corde;
questo ha comportato una diminuzione di allungamento alare di circa 0.5 punti ma la corda pur ridotta, è salita parecchio.
Il modello vira normalmente, ho notato il muso un po' alto, ho quindi verificato l'assetto in volo diritto in situazione stabile che era leggermente spanciato,
tuttavia il modello non volava lento per questo motivo non l'avevo intuito immediatamente.
Ho realizzato che era tempo di sistemare l'assetto
ho quindi eseguito una decina di prove del '30 gradi' facendo le quote necessarie con il motore.
Risultato finale: 6 tacche a picchiare, il modello gia' veloce prima adesso va molto ma molto di piu'
e senza sorpresa sta su con più facilità, virate a muso basso ottime e per farlo stallare
ovviamente bisogna insistere di piu'.In pratica sono passato a un assetto da pendio appunto.
Di sicuro fa un sacco di strada in un attimo. Splendido.

360 orizzontale teresina:
Sono riuscito partendo da una quota relativamente bassa a fare un unica prova, 3 giri di teresina piuttosto stretta a 10 m da terra parallelo al pendio che ha una pendenza di 30 gradi circa,
senza alcuna spinta dal pendio, e da
quanto ho visto sembra davvero frenare molto poco.
In questa manovra vengo facilitato dal valore dell'allungamento ma anche dalla forma della ala, e si nota sopratutto se c'è poca energia iniziale.
Anche tutti e 5 i profili che compongono l'ala, che sono diversi di cui 3 della stessa famiglia, di categoria acro-fast non troppo laminari facilitano questo tipo di manovra.

Termica:

mi hanno fatto compagnia 3 poiane, 2 delle quali hanno condiviso una debole,bassa e anche un po lontana, termica con me per un breve periodo.
L'altra è atterrata subito su un palo della luce 200m piu' in basso come dire finito tutto.
Siccome stavolta ho vinto io, fatto molto raro, è chiaro che loro non erano interessate a salire piu' di tanto.
Non ho notato miglioramenti ne peggioramenti con utilizzo del flap, il relativo mix per la termica non è a posto oppure le condizioni erano cosi minime che  il guadagno di portanza e relativo incremento di resistenza dei flap producevano la stesso fattore di potenza senza flap.



ATTERRAGGIO:

Ho provato un attimo in volo le condizioni dei butterfly, ho verificato come il modello quasi si fermi in aria
con soli flaps tutti giu' e dopo averne verificato il controllo sugli assi
non sono piu' atterrato perchè c'era ancora qualcosa da sfruttare...questa è una mia abitudine.
Probabilmente Il freddo vicino ai 3 gradi mi ha fregato qualche minuto di motore, sicche' mi sono trovato senza e sono atterrato in
fretta un pochino corto...ma con flap ben bassi in contropendio. Perso di vista gli ultimi 3 metri vicinissimo al terreno si è girato e ho intravisto la coda venire su. Fatto niente, le baio a lama hanno fatto il loro lavoro sganciando la fascetta e
assorbendo, la ruota del retrattile ha attutito il colpo e i flap hanno ridotto di molto la velocità di atterraggio, per il resto è un modello robusto neanche una piccola crepa.
Potevo anzi dovevo fare meglio.

Efficienza.
Come sapete quando c'è condizione vola tutto, scarpe comprese,
alianti con simmetrici, ali volanti, scope volanti,biplani e jet senza motore.
Quando invece c'è da 'limare' le differenze si vedono subito.
Oggi le condizioni erano scarse.
Sicuramente, è presto per dare un giudizio, comunque i fatti sono questi:
condizione appunto scarse, carico alare elevato, modello e programmazione non a punto ancora acerbo con centraggio di sicurezza,
eppure ha volato 1.5h di fila con 7 min di motore ci cui circa la metà usati quasi subito per centraggio.
Si ok il pilota, ma il modello va come da aspettativa, piuttosto bene.
In questo momento non cambierei nulla se non portare il baricentro piu' indietro,
e finire ed affinare la programmazione radio.
Poi avro' modo di provarlo piu' a fondo nel giro dei prossimi 2-3 mesi.

CONCLUSIONI:
Il progetto 'F4-orca' prevedeva sin dall' inizio il raggiungimento di alcuni target,
tra di essi c'e' il punto essenziale di un elevata efficienza, la quale mi ha permesso in questa occasione di volare anche in condizioni scarse con aliante heavy.
L' elevata efficienza non è sempre  richiesta in un aliante acrobatico,
magari perchè di solito progettato a fare un programma acro al traino e niente altro.
I modelli seguono i full-size, si possono cambiare i profili per migliorare la situazione ma la geometria alare no per rimanere in scala.
Ecco quindi il senso di progettare da zero un aliante acrobatico come l'Orca,
dove l'utilizzo in pendio viene messo in primo piano e l'efficienza va di conseguenza,
dove tutto e' stato ottimizzato per tale fine non dimenticando l'utilizzo acro.
Questo primo lancio sembra confermare.






 
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