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IL collaudo (a 364kmh) dell’ F4-‘Orca’ 3.45m (31/08/16)



Questo e’ il terzo lancio, nei precedenti 2 voli, avvenuti in giorni diversi,non c’erano assolutamente condizioni mentre ho avuto un problema al secondo lancio,di conseguenza il modello non è stato in aria per piu’ di 20 minuti fino ad oggi e sopratutto non era possibile andare in quota.
Adesso il modello è baricentrato più correttamente, monta per il momento solamente il gps 3D di SM, che memorizza i dati su microSD  oltre che trasmetterli alla radio che li registra a sua volta.
I comandi sono completamente programmati copiando il profilo dal 2.90m e poi adattando tutte e 8 le fasi di volo piu' una serie di altre modifiche da verificare nel tempo.

I profili alari del 3.45 sono diversi dal 2.90, questo Orca infatti monta profili serie AB330R, che sono piu’ laminari con AB331R-1.75 all’ attacco
piu' adatti alle alte velocità.

Questo collaudo e' durato 1 ora e 20 minuti.
Sono atterrato perche le condizioni erano praticamente terminate (decollato tardi).

IL pendio:


quota 1440m
vento debole poi medio,
direzione favorevole tendenza pioggia, nuvoloso, condizioni normali.

TAKE OFF

Su questo pendio non posso fiondarlo oggi, ma ho il motore 8s, i flap, un buon baratro davanti. Attivo condizione take off sulla radio,flap giu’ a 35-40 gradi aspetto che si alzi un po’ di piu’ il vento, accendo il motore al minimo e con circa 10 metri di corsa, lancio contemporaneamente accelerando.
Lui va dritto che è una meraviglia (a differenza dei precedenti lanci). Certo con il CG corretto tutta un altra cosa.Sarebbe decollato anche in pianura.

Spengo subito il motore e passo a fase di volo normale (flap a 0), dirigendo il modello verso sx in zona positiva. Nel farlo il modello non appare nervoso, inoltre mantiene la quota anzi sale leggermente. Raggiunta la zona, giusto sotto una nube, viro e parto subito con una prima termica, poi torno indietro verso di me per effettuare il necessario centraggio ‘dinamico’, variando il trim del cabra. Noto poi ritornando in termica a sx, che la velocità del modello lasciandolo andare è elevata di per se’, inoltre guadagna quota mantenendo muso basso.

STABILITA’

Come prima impressione rispetto al 2.90m sembra piu’ pacifico, come atteso per i modelli piu’ grandi ma piace il fatto che non molla mai velocità neanche controvento. Sicuramente meno nervoso rispetto al piccolo,probabilmente anche perchè i comandi non sono male
come sensibilità gia' da subito, ringraziando l'esperienza con il 2.9m che ormai ha raggiunto le 200 ore di volo.
Si vede che rimane dove lo si mette, ed è possibile lasciarlo andare senza toccare i comandi per qualche secondo o per un intero traversone. Non si scompone, eccetto il direzionale da ridurre ancora decisamente come sensibilità.

TERMICA:

Vero è che non  tiro sul cabra perche’ non conosco ancora come stalla, poco male, entrando in turbolenza in termica mi stalla lui di estremità a sinistra, siamo sotto a una nube, con il vario che segna da 2.6 a 5m/sec, ma lo stallo velocissimo non ha alcuna influenza se non una rotazione sull’ asse di rollio di circa 120 gradi.
Se avessi avuto un ala elittica  mi sarebbe probabilmente entrato subito in vite, invece questo tipo di pianta alare dell’ Orca permette di controllare lo stallo di estremità molto meglio.
E' una zona in cui ho termicato migliaia di volte e questo stallo e’ stato chiaramente provocato per la temporanea fuoriuscita di quella termica potente cosi penso bene di centrarla o meglio, dato le condizioni forti del momento,
tipiche di quella zona  (in quanto proprio li' termina il  pendio est e inizia il pendio sud)
decido di prenderla larga con un raggio di virata sui 70 metri, un raggio molto piu’ largo rispetto a quello minimo per l’Orca che in seguito ho occasione di provare.
In questa maniera sfrutto l’energia del modello, mantenendo velocità, termicando e avvicinandomi al punto di lancio, il modello continua a salire un po’ come si è soliti fare quando si ha il modello in quota molto alta e si fa fatica a vederlo.
Sto iniziando a conoscerlo e quindi cerco di evitare situazioni pericolose.

L’abitudine vuole che in termica utilizzi la relativa fase di volo che solitamente abbino o meno a flap leggermente abbassati, vedro’ poi che tale mix non è a posto difatti il modello mi rallenta troppo. Stessa cosa per la condizioni di volo per le termiche forti, il modello rallenta troppo, non sono i flap ne i flapperoni a rallentarlo bensi la compensazione dell’ elevatore che non è corretta infatti sono bastate 2 tacche a picchiare per poter vedere come sale meglio e ben piu’ in fretta con i flap che senza.
Inoltre si stringe la termica molto meglio.
I profili di estremità di tutti e 2 gli F4 sono stati scelti appositamente anche per allontanare lo stallo e poter stringere ulteriormente perché stringere significa sfruttare anche le termiche piccole. C’è da dire che la corda di estremità piu’ ampia del 3.45m dovrebbe aiutare e tenere piu' lontano l'NRe critico.

360 GRADI ORIZZONTALE TERESINA:

La primissima, attesissima, affondata da quota molto, molto bassa e lo mando subito in teresa, a pochi metri da terra, 4 giri senza spinta dal pendio, una teresa larga e a bassa quota.
La velocità non è molta ovviamente, ma sembra mantenerla, infatti in uscita azzardo un 8 tempi e nel mezzo un paio di roll, per infine dirigermi di nuovo sotto la nube, di energia ne ho ancora per risalire di quota. Direzionale al momento davvero troppo sensibile, metteremo alla frusta in acro gli AB330R piu’ avanti.

La seconda:
Ok lo mando piu’ in quota, e procedo con una teresa dx, la radio parla siamo a 262kmh, poi viro deciso ed entro in terese stavolta sx piu’ veloci, lui procede indisturbato come sui binari e oramai senza sorprese mantiene una buona velocità.

La terza:
Questa volta mi ricordo di lasciare l’interruttore del gps speed attivo, per sentire in inglese la velocità, istantanea, ogni 10 sec circa, al primo passaggio siamo a 301kmh e chiudo il primo cerchio a 268kmh, al secondo giro siamo ancora a 228kmh con chiusura a 183kmh, infine a 198-170kmh. Alla fine sale ancora  a 146kmh.
E tutto con un modello che certamente ha margini di miglioramento con setup piu’ accurati per i quali ci vorranno le solite 30-40 ore di volo.

Il sole non c'è ma il modello brilla lo stesso.

VELOCITA’

Infine decido di mandarlo in quota termicando ovviamente, senza esagerare, ed ecco che la radio comunica ad ogni successivo passaggio i 288km, i 313kmh tutte velocità istantanee dei passaggi, la massima di ben 364 kmh circa la vedro' poi piu' tardi quando atterro sulla radio, oggi non intendo andare nei vari menu della radio con il modello in volo per rimanere concentrato in fin dei conti anche se qualcheduno puo' non credermi questo è un collaudo!
Tra un passaggio e l'altro prendo confidenza inizio pure a modificare gli offset dei trim dei mix con le apposite manopoline tuttavia il volo che sto facendo, è un volo autolimitato perche' non voglio esagerare subito stressando troppo il modello trattandosi di un collaudo. Mi sono limitato nelle quote (dal mio punto di vista) e pilotato sempre molto morbido con gli stick.

Numeri, numeri già molto alti al volo di collaudo. 364 kmh subito, poi verificati, devo dire altro?

Si.. ricordo l'impegno per arrivare a 375 kmh e passa del 2.9m, be’ il 3.45 ci arriva subito molto vicino ma lo fa con facilità sorprendente e soprattutto senza fatica, basta buttarlo giu’ neanche tanto alto e lui… va... eccome se va.

EFFICIENZA


Gia' al secondo lancio,nel precedente 'collaudo' di pochissimi minuti, ho osservato, assieme ad altri, come il modello guadagnava subito quota e faceva strada senza scendere.
Sale davvero facilmente, 4 o 5 giri di termica corretta e siamo già in quota,
poi da nube a nube non la perde velocemente,anzi.
Sembra avere un volo decisamente piu’ veloce quando in quota lo si lascia andare rispetto al 2.9m il che è un controsenso perchè i modelli piccoli in aria sembrano sempre piu' veloci.
Puo' anche essere una semplice questione di trim..ma il modello viaggia e non scende dunque tanto picchiato non era.

E’chiaro che con NRe piu’ elevati, qui siamo intorno a 420000, a velocità volo, fanno una certa differenza, cio’ si traduce in definitiva per il pilota in meno impegno e piu' relax
perchè il modello resta su con maggiore facilità.
Aggiungiamo ovviamente che il modello grande si vede molto meglio in lontananza
e anche questo contribuisce in un volo sicuramente meno impegnativo anche grazie all' allargamento della zona di caccia.
Secondo il mio parere relax nel pilotaggio e efficenza,
vanno di pari passo e diventano più importanti con il passare delle ore di volo perchè il modello non si stanca ma il pilota sì.
Naturalmente questo vale per chi non usa motore oppure per chi lo usa solamente e propriamente esclusivamente, in emergenza.


ATTERRAGGIO


Per atterrare bene bisogna atterrare piano.
E atterrare piano è sempre stata una mia priorità,
perche volo sempre molto caricato e la pista di atterraggio in pendio spesso non c'è.
Come noto il carico alare incide direttamente con la velocità minima
e qui siamo a  ~143 g/dm2 di carico alare (heavy) e circa 10.5 kg dunque sapendolo già in partenza
sono intervenuto a suo tempo nella scelta dei profili alari direttamente in fase di progetto.


L’atterraggio è così una formalità, con il butterfly e flap giu', il modello atterra a velocità ridicolmente basse specialmente considerando il carico alare heavy di questo modello di test.
E’ piu’ facile rispetto al 2.9m perché il modello si muove meno, piu’ stabile e docile anche in presenza di vento laterale.

Il merito va alla portanza sviluppata dall' ala grazie ai suoi AB330R e all' insieme ala-flaps.
Certo con carico standard, ancora piu' facile, ma davvero nessuna nessuna difficoltà.

LE CLASSICHE DOMANDE


Questo modello risponde quindi positivamente alle domande:
1 Ma sta su?
2 Corre?
3 Frena poco se tiro sul cabra?
4 E' facilmente gestibile?
5 E' robusto?
6 Si riesce volendo a lanciarlo a mano da soli anche se pesa
e con quel carico alare?
7 E infine riesce ad atterrare non troppo veloce?

Ovvero in ordine, risposta tecnica:
1 alta efficenza
2 bassa minima resistenza
3 bassa resistenza indotta
4 dimensioni/pesi/tipo di elettronica
5 dimensionamenti e leve, tipo/quantita' di fibre e resine
6 portanza massima e tecnica di lancio
7 portanza massima

Domande tipiche quanto lecite, da parte di chi sta considerando un acquisto per un missile da pendio non troppo piccolo.

CONCLUSIONI


Un tempo da giovane modellista se volessi concludere con una frase avrei scritto semplicemente:
missilistica in pendio.

Ma siamo ben oltre l'anno 2000,
cosi' adesso la frase diventa:
missilistica intelligente in pendio.

Intelligente ovviamente sta a dire che si vengo giu' in affondata e poi?
Bisogna risalire.. e risalire in fretta perchè le termiche a volte non ti aspettano,
si scopre cosi' essere più facile se il modello è pensato in origine anche per questo
rinunciando certo, all'estremizzazione della velocita' o della acrobazia
comunque in ogni caso si è già visto, possibili.

Piu' salite..piu' affondate...piu' affondate.. piu' divertimento, considerando lo stesso intervallo di tempo.

Certo per arrivare fin qui c'è voluto molto tempo e anche un discreto impegno economico
che si riflette poi giocoforza in parte sul prezzo di vendita,
ma ho finalmente osservato per la prima volta l'effettiva validità del progetto e relativi
raggiungimenti di obbiettivo con grande, grande soddisfazione.

Le opinioni e le teorie ad alcuni possono non bastare,mentre ad altri come a me
possono andare magari in qualche caso strette,
ci vogliono anche i numeri della telemetria ma qui i numeri ci sono già
e come potete vedere qui sotto o meglio nella apposita sezione del sito telemetria, sono appunto
ottimi con ben 3 passaggi oltre i 360 kmh praticamente al primo vero volo.



AB.








 
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